Controllo Produzione

Controllo della produzione – Definizione

Volendo fornire una definizione classica, in sedApta affermiamo che il controllo della produzione è rappresentato dall’insieme delle attività di monitoraggio e di gestione di tutta l’attività produttiva. Come si può comprendere, tale definizione identifica due differenti aspetti: quello della supervisione del processo, che coinvolge macchinari, operatori e ogni altro tipo di risorsa, e quella della loro ottimizzazione, come risultato delle azioni e delle decisioni finalizzate a gestire al meglio le risorse, a intervenire tempestivamente al presentarsi di anomalie e di deviazioni rispetto agli obiettivi di produzione che l’azienda si è posta.

La raccolta delle informazioni

Risulta, quindi, evidente che maggiore è la quantità e la qualità di dati e informazioni a cui le persone coinvolte nelle attività di produzione possono accedere, più efficace sarà il controllo e, di conseguenza, migliori le performance ottenibili. Un impatto rilevante su qualità, quantità e disponibilità di queste informazioni si ottiene attraverso la realizzazione, in azienda, di integrazioni legate al concetto Industry 4.0, l’adozione di concetti di data-driven o di demand-driven manufacturing, l’implementazione di algoritmi di Intelligenza Artificiale, tutte modalità che incidono sul modo e tempi (real-time) in cui i dati vengono presentati e usati a beneficio della ciclo produttivo; l’approccio predittivo della manutenzione, ma anche il controllo qualità dipendono proprio dall’impiego dagli algoritmi di AI, che possono essere in grado di identificare e classificare anomalie e colli di bottiglia, prima che abbiano ricadute sul prodotto finito.

Gli strumenti per il controllo di produzione

Migliorare il controllo della produzione significa avere dati, ma anche strumenti giusti per raccoglierli, elaborarli e trasformarli in valore. Lo strumento principale è il Manufacturing Execution System (MES), il sistema informativo che gestisce e controlla l’intera attività di produzione aziendale. È il MES che, grazie alla raccolta dei dati di produzione, permette di ottimizzare i processi produttivi: questo significa non solo pianificare e monitorare l’avanzamento dei lavori, ma anche ottimizzare i tempi di attrezzaggio, poter riprogrammare la produzione in funzione delle risorse umane disponibili e, più in generale, intervenire su tutti i fattori che influenzano direttamente la produzione (macchinari, risorse, addetti, materie prime, …) per reagire a un’anomalia o, molto più semplicemente, per massimizzare l’efficienza in funzione degli obiettivi prefissi.

L’importanza della reportistica

Nel contesto del sistema informativo di cui sopra, è fondamentale poter disporre di interfacce e dashboard analitiche che, in modo chiaro e facilmente comprensibile, forniscano a chi di dovere indicazioni utili a valutare (e migliorare) l’intera funzione produttiva.

È infatti molto importante, ai fini del controllo della produzione e della sua ottimizzazione, poter effettuare analisi e simulazioni dettagliate per ottimizzare tempi, efficienza e resa di reparti e operatori. Un esempio tipico è l’indicazione della Overall Equipment Effectiveness (OEE), una combinazione di diversi fattori che convergono verso un unico indicatore di efficienza del processo.

Il controllo dei costi

Infine, avere il controllo della produzione non significa solo valutare l’avanzamento dei lavori e gestire le risorse, ma anche monitorare i costi. Per questo è importante che gli strumenti impiegati permettano la valutazione dei costi effettivi di produzione di articoli e lotti, cosa che, ancora una volta, dipende da quanti (e quali) dati sono effettivamente nella disponibilità dell’azienda: bisogna infatti mettere in conto gli scarti, i consumi e le condizioni delle macchine, l’attrezzaggio, il costo della manutenzione e via dicendo, tanti fattori che vanno fatti convergere verso un’unica piattaforma informativa capace di fornire indicazioni sintetiche ai responsabili della produzione, mettendoli così nelle condizioni di poter intervenire in modo tempestivo.

Il piano di produzione

Si tratta, per un’azienda manifatturiera, del primo passo verso il processo di produzione e consiste nella realizzazione di un documento all’interno del quale sono elencati gli articoli che l’azienda deve produrre al fine di soddisfare la domanda da parte dei clienti. Il piano di produzione riporta al suo interno le sequenze di lavoro da svolgere nell’ambito dei vari reparti di produzione; da non confondere con il piano principale di produzione (Master Production Schedule – MPS) che è un documento contenente le quantità di prodotto finito da produrre, suddivise per periodo.

Ottenere un buon piano di produzione è importante perché consente di: migliorare il livello di servizio grazie a un miglior controllo e a previsioni affidabili, incrementare la capacità produttiva grazie all’utilizzo ottimale delle risorse a disposizione, ridurre i costi di magazzino grazie ad una migliore gestione delle scorte e quelli da inefficienze.

Tipicamente, un piano di produzione prende in considerazione diversi aspetti: materiali, attrezzature, risorse umane e loro formazione, affinché sia possibile completare il lavoro in un tempo standard.

Il piano di produzione si deve occupare degli aspetti chiave con largo anticipo rispetto all’attività di produzione vera e propria, al fine di garantire un processo produttivo continuo e ininterrotto; questi aspetti riguardano: l’approvvigionamento dei materiali, la disponibilità di macchinari e attrezzature, l’individuazione di eventuali colli di bottiglia e la disponibilità e formazione di risorse umane.